STORIA DEL ROTARY CLUB TORINO

 

A Torino nel 1924 cominciano ad attivarsi per fondare un Club Lorenzo Bertolini ed Attilio Orecchia e subito cercano possibili adesioni. Presto si uniscono il Prof. Camillo Benevolo, che fu poi Segretario per molti anni, il Magg. Bettica e l’Ing. Prof. Gian Giacomo Ponti, Amministratore Delegato della SIP, la grande società idroelettrica piemontese. Gli iniziatori trovano poi altre adesioni “prestigiose” come il Sen. Agnelli, Edoardo Agnelli, il Prof. Valletta, il Comm. Vigliardi Paravia. Verso la fine del 1924 ci sono già una ventina di Soci ed il Club inizia regolari riunioni ufficiose. Il Sen. Agnelli viene eletto Presidente e in dicembre si tiene una riunione chiamata inaugurale, anche se solo il 6 gennaio 1925 si ottiene l’inserimento nel Rotary International, unitamente ai Club di Roma, Napoli e Palermo. Milano e Trieste l’avevano ottenuto poco prima.

Così ha inizio l’attività del nostro Club. I Soci aumentano; nel 1927 sono già 85. Le conferenze toccano grandi problemi di Torino quali la costruzione dell’autostrada Torino-Milano, le linee ferroviarie, il rifacimento di via Roma e, già in questi primissimi anni di attività, si vara un grande e costoso progetto di “servizio”: aiutare la città nel restauro di Palazzo Madama in vista delle manifestazioni del ’28 (400 anni dalla nascita di Emanuele Filiberto) e ciò anche con il contributo personale di alcuni Soci. Il Club dedica contributi ad enti che si occupano della tubercolosi e dei bambini bisognosi ed ha altre iniziative benefiche.

Intanto però in tutta Italia stava nascendo un grosso problema; il Governo fascista non vedeva di buon occhio le associazioni private non inquadrate in organismi di tipo nazionale e fascista, e tanto più associazioni connesse con un organismo internazionale. La divergenza durò parecchi anni, ma alla fine, nel 1938, si giunse allo scioglimento. Nel corso della riunione del 21 dicembre il Club di Torino viene sciolto (presenti oltre 100 dei 160 Soci). Il Vice Presidente prof. Palestrino (il Presidente Prof. Uffreduzzi era malato) pronuncia un accorato discorso, e, riferendosi all’amicizia creatasi fra i rotariani, auspica che “questa immensa ricchezza non si disperda”.

Palestrino ebbe ragione. Finita la guerra subito c’è chi pensa alla ripresa dell’attività. Ecco all’opera l’Ing. Ferruccio Jacobacci, papà dei nostri Soci Filippo e Guido, con il Prof. Benevolo (il vecchio Segretario che però si ritira presto per ragioni di età e di salute) e il Prof. Palestrino. Già il 1° giugno 1945 parte una lettera a tutti i vecchi Soci per invitarli alla ripresa di attività; il 2 ottobre ha luogo una prima riunione preparatoria nei locali del Palazzo della Toro Assicurazioni, messi a disposizione dal Comm. Ruffini che divenne poi Presidente del Club.

Il 7 novembre ha luogo la prima riunione ufficiale, nel Ristorante Milano (Via Cernaia), con preghiera ai Soci di portare con sé un bollino della tessera del pane. Erano presenti 104 Soci di cui circa una settantina erano antecedenti lo scioglimento.

E così 58 anni fa riprendeva la sua attività il nostro Club, attività subito intensa e ricca di iniziative. Vengono promossi convegni sul trattato di pace, sul piano Marshall, sui problemi della ricostruzione. Nel 1948 il Club organizza un incontro con i francesi del 48° Distretto (uno dei due distretti della Francia, mentre in Italia ce n’era ancora uno solo). Fino al 1956 il Club è l’unico di Torino. In quell’anno nasce il Club di Torino Est, e poi Torino Sud, Torino Dora e alcuni della cintura. Vi fu presto un accordo fra i Club torinesi per riunioni periodiche dei Presidenti per scambio di notizie e studio di iniziative comuni. Con questi accordi, ad esempio, nel 1976, in occasione del terremoto in Friuli, parte da Torino una carovana di roulottes ed altri aiuti guidata da Carlo Bertolotti.

Dal 1968 venne costituito il Rotaract Torino, sempre attivo in iniziative di servizio e di volontariato.

Nel 1984 nasce l’Inner Wheel Torino, anch’esso molto attivo con ottime iniziative di servizio.

La vita del Club prosegue con moltissime conferenze, promuovendo spesso Interclub anche totali e con tutta una serie di iniziative di “servizio” a favore di enti come il Museo Egizio, l’Accademia delle Scienze e molti enti benefici, alcune volte in collaborazione con altri Club di Torino o in adesione ad iniziative del Distretto. Al quale Distretto il nostro Club ha dato nel corso degli anni ben cinque Governatori: Orazio Quaglia, Metello Rossi di Montelera, Mario Catella, Carlo Bertolotti e Gianfranco Lenti.

Il numero di Soci, che era arrivato fino a 240, è stato volutamente contenuto; oggi siamo 100. Sono entrati Soci relativamente giovani o giovani senz’altro ed è con il loro apporto di idee e di vitalità che sicuramente la vita del Club continuerà con lo slancio e lo spirito di iniziativa che ha per tutti gli 80 anni caratterizzato il Rotary Club Torino.

Delegato Giovani:  Prof. Alberto QUAGLINO

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